CHAPTER TWO: Terra Australis Incognita


Un giorno, colta l’occasione, lasciò quel terribile posto per giungere in una terra sconosciuta a molti, l’Australia. Quale miglior luogo per uno spirito selvaggio dove ricominciare a vivere se non il continente inesplorato dei canguri? Preparò le valigie e in men che non si dica, dopo aver lottato contro i suoi familiari, i quali erano assolutamente contrari alla sua decisione e avrebbero voluto mandare la giovane Eleuteria all’università, si ritrovò sull’aereo diretto all’altra parte del mondo. La notte precedente ella decise di passarla in compagnia dei suoi vecchi e più cari amici perchè era più che sicura: ne avrebbe sentito la mancanza. I suoi amici erano più che preoccupati, ciònonostante decisero di supportarla fino alla fine e di rendere gli ultimi momenti indimenticabili. Di conseguenza non aveva avuto il tempo per pensare e per elaborare cio’ che stava accadendo. Fortunatamente il viaggio durò a lungo e Eleuteria ebbe non solo il tempo di fare amicizia con moltissimi stranieri, il che la rese euforica da morire, ma riuscì a riflettere sul mix di emozioni contrastanti che le causava i brividi. Passò da Roma a Abu Dhabi, da quest’ultimo a Pechino, Bangkok e Tokyo; attraversò due interi continenti con la sua fervida immaginazione e giunse a Sydney dove non vi era nessuno che la aspettava. L’arrivo fu qualcosa di inaspettato, in sole ventiquattro ore era giunta lontana da casa ed era circondata da gente che parlava un’altra lingua, non che questo fatto l’avesse colpita molto (era abituata a viaggiare), ma quello era il profumo della libertà e il benvenuto a una nuova vita. Finalmente era libera, libera da tutti quei pregiudizi sociali che condizionavano la sua esistenza.
Determinata, decise di uscire dall’aeroporto per andare alla ricerca di un alloggio in cui stare per un breve periodo prima di trovar casa definitivamente.

Man mano che procedeva, scopriva l’immensità di quella città e fantasticava sulla sua futura vita perdendo di vista ciò di cui aveva bisogno: un posto in cui dormire.
Sebbene avesse chiesto informazioni a diverse persone, non era riuscita a ottenere le risposte desiderate. Difatti non c’era un alloggio che costasse effetivamente poco (nel migliore dei casi 30 dollari a notte),e per giunta in camerate con tante altre persone. Ci pensò un attimo e capii che l’unica soluzione era quella di accettare l’alloggio più economico, anche perchè le permetteva di fare amicizia con giovani e viaggiatori come lei. Così giunse in un ostello situato nella periferia della città e il primo ad accoglierla fu un anziano signore con la barba bianca e lunga che le spiegò diverse cose sulla città, offrendole la mappa e cedendole le chiavi della camerata. Una volta posate le valigie, si accorse di non aver mangiato nulla e di avere un certo languorino che non la faceva dormire. Per cui scese al piano di sotto e si accorse che l’unico cibo disponibile, si trovava all’interno del distributore automatico nella hall. Prese delle patatine e si diresse fuori per fumare la sua solita sigaretta prima di andare a dormire. Lì vide una ragazza, sola in disparte che stava aspettando qualcuno.
Era poco più alta di lei, aveva gli occhi verdi, una chioma di capelli biondi che le esaltava il viso candido e la carnagione chiara: ‘sembra uscita da una favola di quelle che ascoltavo da bambina sulle gambe di mio padre’ Eleuteria pensò.
Fece finta di niente e continuò a fumare la sua sigaretta, quando all’improvviso una voce sussurrò:
‘Hai da accendere? Piacere Margot’.

sigaretta-di-notte-copia

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