Libertà o solitudine?


Si svegliò da un terribile incubo e si accorse che il suo mondo non era altro che una gabbia da cui non riusciva a scappare. Si sentiva prigioniera di se stessa; intrappolata dalle situazioni, dal corpo e dalla mente la quale le consentiva di esplorare continenti lontani e terre misteriose che finora nessuno aveva provato a scoprire. Sebbene quest’ultima potesse alleviare il peso delle sue sofferenze, ella era sempre più convinta che non fosse abbastanza; sentiva la gravità della condizione in cui si trovava, dovuta a parer suo, dalla forte chiusura mentale che la circondava. Ella era coraggiosa, audace e pronta a vivere e come un gatto era uno spirito libero, andava ovunque volesse e non aveva nessun padrone. La sua vitalità era talmente intensa che coinvolgeva e appassionava chiunque la incontrasse e senza accorgersene, veniva catturata dal momento e dimenticava i bisogni degli altri. Ella si distraeva in continuazione, perchè la cosa più interessante per lei era seguire sempre esperienze nuove e progetti nuovi puntando a mete e obiettivi distinti.

Raramente era felice e non si accontentava di vivere le cose così come sono se sapeva di poter pensare a modi migliori di approcciarsi alla vita. Odiava la gente che insisteva e perseverava nel seguire tradizioni e convenzioni sociali che per lei non avevano alcun senso. Ella continuava a chiedersi perchè accontentare la gente e non se stessa o i suoi cari? Non riusciva a comprendere le motivazioni valide per cui non doveva fare ciò che la sua psiche le dettava. Perchè accettare la banale condizione in cui vivono la maggior parte degli essere umani? Perchè sopportare la insignificante ripetizione quotidiana quando si possono trovare modi e vie nuove per rendere la vita più interessante?

Non trovava risposte alle sue domande. Così decise di mettere in atto ciò che le passava per la mente da sempre; fuggire in un posto lontano e ricominciare a vivere perchè di questo si trattava, lei non viveva più e come tutti sopravviveva.

Un giorno qualunque, colta l’occasione, lasciò quel terribile posto per giungere una terra sconosciuta a molti, e riprese a vivere. Finalmente era libera, libera da tutti quei pregiudizi sociali che condizionavano la sua esistenza. I giorni e i mesi passavano nelle grandi metropoli; incontrava molta, moltissima gente ed esplorava e vedeva tanti, tantissimi posti, ma ancora qualcosa mancava. Nonostante avesse incontrato una persona simile e diversa con cui condividere le sue avventure, più restava lì, più sentiva un senso di vuoto imperterrito accrescere dentro di lei che la confondeva e la rendeva infelice.

Pertanto capì che stava accadendo di nuovo, si sentiva nuovamente chiusa in un pollaio dove non solo vi erano galline, ma anche galli che pretendevano il dominio su tutto e tutti. Si sentiva umiliata, abbandonata, sola e più urlava e più non veniva ascoltata come se tutti la ignorassero o addirittura fossero completamente sordi. Ecco aveva ottenuto la libertà, la amata libertà che desiderava da tempo. La libertà… Ma cos’è la libertà? La brami, la desideri così tanto a tal punto che fai di tutto per ottenerla, ma a un certo punto essa degenera. In che cosa? Nella solitudine più totale. Preferiresti essere totalmente libero e solo, o solo ma non libero? Ma soprattutto che cos’è la libertà senza la felicità? Puoi essere totalmente libero e infelice, come puoi essere veramente felice e non libero. Ma per quelle come lei non esiste l’una o l’altra; vanno di pari passo. La libertà, come la felicità necessita di una condivisione. Possiamo pretendere di trovare la libertà estrema in un mondo in cui vivono diversi esseri viventi e specie, eppure questa non è come la si immagina; o meglio come la nostra mente la proietta. Qualcuno disse:”happiness is true only when shared”, ma se non hai nessuno con cui condividerla? Cosa ti rimane? Un emozione che non puoi condividere ti resta dentro e ti divora.

Quindi decise di fare nuovamente un grande passo: tornare indietro per trovare cio’ di cui aveva realmente bisogno, la felicità.

Ella aveva sbagliato fin dall’inizio, stava puntando all’obbiettivo errato: era già libera perchè non importa dove tu sia o con chi tu sia, se hai una mente pensante, i tuoi ideali, e il controllo della tua vita, non hai bisogno di ricercare la libertà altrove, essa è con te, dentro di te.

Perciò le mancava qualcos’altro e non era qualcosa che potesse essere trovato con la sua genialità e la sua forza interiore, bensì era qualcuno che potesse cambiarle la vita. Ella aveva bisogno di qualcuno che fosse simile, diverso e premuroso con lei. Aveva bisogno di quella parte che lei non aveva mai avuto per poter riempire quel vuoto che accresceva dentro di lei. Sebbene ella avesse trovato la causa del suo mal di vivere, non poteva far nient’altro, poteva solo stare lì ad aspettare che quel qualcuno sarebbe arrivato. Così decise di continuare a provare a vivere nel suo mondo fatto di follie, avventure e speranze ed era più che sicura: un giorno avrebbe trovato la sua parte mancante, la sua metà che avrebbe definitivamente colmato quel vuoto, regalandole una vita piena di libertà e felicità.

 

 

6 risposte a "Libertà o solitudine?"

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  1. Hi Miriam, I enjoyed browsing on your blog thanks to google translate :). There’s a unique perspective about the way you tell your stories. I’ll be back for more. Oh, and how are you finding studying Korean and Japanese? Did you already have some familiarity with the languages or are you a beginner? Brave either way. Have a lovely day.

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    1. Hi I’m so happy that you enjoyed my blog, i hope i’ll read more comments from you!! I love studying korean and i haven’t started studying japanese yet. Probably next year!! And i’m still a beginner, but that’s ok! I need my time… 🙂 Have a lovely day too! Thank you very much

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  2. Negli ultimi tempi guardo una serie, Devious Maid” in cui si raccontano le storie delle governanti dei ricchi di beverly hills. Ebbene, si vede che nè i ricchi nè i poveri hanno la felicità. Questa serie lo dimostra e nella realtà è così. Quindi forse la differenza sta in questo, cioè nel fatto che la ricchezza non è mai condivisa. Chi è ricco se lo tiene sempre per sè. In questi giorni ho pensato che se dovessi diventare ricca la prima cosa che farei è di adottare tanti bimbi e darli una vita fuori dagli istituti. chissà se si avvererà questo sogno 🙂

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